L'importanza di un (buon) piano editoriale per le PA

L'importanza di un (buon) piano editoriale per le PA

Una buona comunicazione di una pubblica amministrazione non può prescindere dalla presenza su internet e sui social network. Ecco qualche spunto per pianificare una strategia on line efficace!

Le attività di informazione e contatto con il pubblico si sono evolute negli anni, diventando sempre più centrali grazie all’innovazione tecnologica che semplifica e migliora la relazione tra cittadino e amministrazione. L'approccio è interattivo e dinamico, in cui il cittadino non è solo uno spettatore, ma un elemento centrale della comunicazione. Dimentica i vecchi siti delle pubbliche amministrazioni composti da pagine statiche con informazioni non sempre aggiornate e con un basso livello di usabilità. Oggi i comuni hanno (o meglio, dovrebbero avere) siti web in cui è possibile fare richieste direttamente agli uffici o dove informarsi su eventi, normative e comunicazioni ufficiali del proprio territorio.

Ma la comunicazione oggi non è cosa da poco!

Così come un brand, anche la pubblica amministrazione, per essere presente sul web, deve avere una strategia coerente, in grado di trasmettere mission e vision dell’ente e di concretizzarsi in contenuti di valore, che siano davvero al servizio dell’utente-cittadino. In altre parole, non bisogna solo avere qualcosa da comunicare, ma avere anche una serie di strumenti per farlo al meglio.

Un piano editoriale per PA sui social ben strutturato è il punto di partenza per realizzare quegli obiettivi di trasparenza, partecipazione e sostenibilità che sono propri di una pubblica amministrazione 2.0.

SOCIAL LISTENING: COSA PENSANO DI ME?

Come in ogni piano editoriale, anche in quello di una pubblica amministrazione deve essere prevista una fase di social listening, in cui si cerca di capire cosa si aspettano gli utenti da te, utilizzando appositi tool o lavorando di community management – ad esempio, attraverso gruppi Facebook a base territoriale. Attività come queste aiutano a intercettare le reali esigenze dei cittadini utenti e a creare per loro comunicazioni mirate ed efficaci.

Le domande da porsi sono “Di che tipo di pubblica amministrazione si tratta?”, “Che servizi offre e cosa si aspetta chi ne fruisce?” “Qual è il tono di voce che caratterizza la sua comunicazione anche al di fuori della Rete?”

CONTENUTI

Il primo tipo di contenuti che viene in mente pensando a un piano editoriale per PA sui social è sicuramente di tipo informativo. Orari di apertura al pubblico, termini e scadenze per poter usufruire di un servizio, avvisi sulla mobilità: sono queste le principali richieste del cittadino sul web.

Eppure oggi, oltre alle informazioni di base, da un social di una pubblica amministrazione ci si aspetta anche altro. Ad esempio, un social di un comune che dia informazioni su eventi e appuntamenti non per forza organizzati dal comune, può essere molto utile.

Bisogna poi considerare le specificità dei diversi social: facebook è molto utile per fornire informazioni e aprire dibattiti; Instagram, dove invece le immagini prevalgono sulle parole, si presta meglio alla promozione e alla valorizzazione del territorio, anche nell’ottica di attrarre turismo.

Ecco quindi i tre punti fondamentali da tenere in considerazione per la stesura di un piano editoriale:

  • Differenzia i contenuti postati: differenzia il tuo messaggio e il tono di voce a seconda del canale che usi e condividi diversi tipi di contenuti, informativi, educativi, d’interesse culturale o d’intrattenimento.
  • Distinguiti: non ti limitare a una comunicazione istituzionale classica che parla il burocratese, osa e sii creativo! Questo non vuol dire assumere un tono di voce poco credibile, ma riuscire ad essere seri con un tono informale.
  • Pianifica: non improvvisarti, la costanza nei ritmi di pubblicazione è un fattore cruciale quando si tratta di fidelizzare il proprio pubblico.

Leggi qui come progettare il calendario editoriale.

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